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I canterini di Balilla Pratella

di Guido Festinese – Giornale della musica

Un bel libro Nota di Susanna Venturi ricostruisce le vicende dei cantarê romagnoli di Russi

Susanna Venturi
I cantarê. I Canterini romagnoli di Russi dagli anni Trenta a oggi
Geos Nota Book

Quante vicende che illuminano con squarci di luce improvvisa angoli rimasti in ombra della storia della nostra musica attendono ancora di essere raccontati? Probabilmente innumerevoli. E ogni volta che si racconta una storia, è ben e evitare di dare definizioni e assestamenti storiografici definitivi, perché la storia delle musiche è fatta di intrecci così fitti che ogni volta la trama sembra essere costruita con apporti diversi, poco considerati. Bene dunque che l’operosa acribia di qualche studioso riservi ancora sorprese e infranga silenzi decennali, se alla fine il risultato è, come sempre, conoscere meglio noi stessi, la nostra storia, e dove probabilmente (non necessariamente) calcheranno la terra i passi della musica di domani.

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Susanna Venturi, I cantarê. I Canterini romagnoli di Russi dagli anni Trenta a oggi

di Salvatore Esposito – Blogfoolk

Giornalista e docente di Storia della Musica e Musicologia presso l’Università della Basilicata, Susanna Venturi si occupa da lungo tempo di musica colta e di tradizione orale, ed in particolare le sue ricerche si sono concentrate sull’Emila Romagna con diverse pubblicazioni monografiche, alle quali si è aggiunto di recente il prezioso libro con cd “I cantarê. I Canterini romagnoli di Russi dagli anni Trenta a oggi”, edito da Nota, e dedicato alla storia di questo gruppo composto da cantori e cantrici, fondato nel 1936 da Francesco Balilla Pratella, direttore del Liceo Musicale di Ravenna, esponente del movimento futurista, nonché compositore ed etnografo. Composto da dodici capitoli, il volume offre una dettagliata e minuziosa ricostruzione della storia dei Canterini, offrendoci non solo un prezioso ed originale documento, ma anche l’occasione di scoprire una delle più singolari esperienze artistiche italiane che ha visto protagoniste diverse generazioni, si è confrontata con stili, influenze ed esperienze, diventando depositaria di uno straordinario repertorio di canti. La vicenda artistica del gruppo è, come si legge nella quarta di copertina, “è esemplare territorio di confronto per alcune delle tematiche che hanno attraversato il dibattito intorno alla musica e alla cultura popolare dell’ultimo secolo: dalla tradizione orale alla sua rappresentazione folklorica, dalla cultura urbana a quella contadina, dal “popolare” alla sua rielaborazione colta, dall’istituzionalizzazione fascista del folklore alla sua fruizione dal dopoguerra ad oggi”.

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