Cantar Venezia – Canzoni da Battello

Il libro CD edito dall’editore friulano porta all’attenzione del pubblico un repertorio composito di ‘canzonete’ in veneziano, che negli anni in cui risuonavano per i canali toccarono la sensibilità non solo delle élite locali ma anche di compositori, letterati e filosofi stranieri che facevano tappa nella città lagunare per il Gran Tour o per le loro committenze artistiche. Per la loro fisionomia musicale e lirica, la loro fortunata e ampia diffusione, sono comparabili alla moderna canzone pop, come rileva l’etnomusicologa padovana Paola Barzan nel suo saggio “Un genere popular nella Venezia del Settecento”, contenuto nel volumetto della collana Block Nota. Nell’arco di un decennio, prima dell’avvento del genere della barcarola, si assistette a una notevole proliferazione di testi e musiche, che riprendono modelli folklorici cantati e coreutici, porzioni di arie d’opera, minuetti, temi di cantastorie, e che costituiscono una rassegna fotografica della vita veneziana, Le quaranta canzoni del disco “Cantar Venezia. Canzoni da battello”, che porta come sottotitolo “Dai manoscritti originali del ‘700 una nuova riproposta”, sono state selezionate da Rachele Colombo e Guglielmo Pinna tra gli oltre cinquecento manoscritti provenienti da archivi veneziani raccolti e curati da Sergio Barcellona e da Galliano Titton nel volume “Canzoni da battello”.

Continua a leggere

Cogne in musica

di Miriam Begliuomini – Gazzetta Matin del 31/12/2016

Continua a leggere

Rachele Colombo – Cantar Venezia

Canzoni da Battello – Nota, 2016

di Andrea Del Favero – Folk Bulletin

Questo disco è il coronamento di un lavoro profondo e di grande difficoltà, portato a termine con grande misura, attenzione e qualità. E bisogna dire che, viste le premesse, non sarebbe stato così scontato, a patto, appunto di chiamarsi Rachele Colombo, una musicista che non si tira indietro e ha un gran coraggio quando c’è da lanciarsi in nuove avventure sonore. Lo spunto venne nel 2009, quando Guglielmo Pinna le propose di cantare alcuni Canti da Bettello del Settecento veneziano nell’ambito del festival VeneziInCanto, da lui diretto. Devo dire che, trovandomi a dividere il palco con lei insieme con il mio gruppo nella stessa serata, rimasi colpito dalla freschezza musicale che traspariva da quelle melodie antiche, da quel vivace mosaico di voci, profumi, colori autenticamente veneziano che usciva prepotentemente dalle note evocative cantate da Rachele. Un’idea davvero fulminante, che avrebbe però avuto bisogno di una lunga lavoro di messa a punto: la vita di Venezia, questa città così unica e complicata, e la sua stessa anima sono racchiuse in queste quaranta canzoni. Quaranta brani che sono a loro volta il risultato di un paziente lavoro di selezione fatto a quattro mani insieme a Guglielmo Pinna, mai sufficientemente glorificato per il suo paziente e infinito lavoro di ricerca e di divulgazione dei materiali.

Continua a leggere

Il Settecento pop va in gondola

Ritrovate negli archivi, tornano le canzoni da battello amate da Rousseau e Goethe In libreria un cd book con 40 arie esemplari scelte e interpretate da Rachele Colombo

di Gian Antonio Stella – Corriere della sera

«In questa maniera la state ne’ gran caldi si va’ ai freschi per li canali della città la sera fino a fino a meza notte con musiche di voci, e diversi istromenti, con grandisimo diletto, con le signore Cortegiane, e spesso anco si cena in barca con mirabil piacere». Una deliziosa incisione del Settecento con l’immagine di una flottiglia di gondole illustra come i veneziani passassero le calde serate d’estate cercando un po’ di fresco nel Bacino di San Marco o lungo i canali dove arrivava dolce la brezza marina. Su una delle barche ci sono cantanti e musicisti con un clavicembalo, una viola da gamba e uno chalumeau, antenato del clarinetto.

Continua a leggere

We are not going back

#CONSIGLIATOBLOGFOOLK
“Musiche migranti di resistenza, orgoglio e memoria” è il sottotitolo del CD di ventiquattro tracce, curato da Alessandro Portelli, edito dall’etichetta friulana nel formato libro-CD (Block-Nota) e realizzato in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio e l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi. In realtà, “We are not going back” è la terza produzione discografica del progetto “Roma Forestiera” (dal titolo di una canzone romana che nel 1949 lamentava la fine della musica dalle strade delle città, soppiantata dalla radio e dalla popular music d’oltreoceano), iniziato nel 2009, che si prefigge di indagare le musiche di quei migranti che hanno riportato la musica nelle nostre strade. Prima ci sono stati “Istaraniyeri – Musiche migranti a Roma” e “Yo Soy El Descendiente” della coppia ecuadoriana Janeth Chiliquinga e Sergio Cadena. Scrive Sandro Portelli nella presentazione del CD: «Quando parliamo di musica popolare, parliamo sempre di “radici”, come se la musica fosse obbligata a restare sempre nello steso posto. Ma dovremmo parlare di ali, e dovremmo parlare di piedi: la musica è immateriale, non conosce confini, attraversa mari e deserti, seguendo i passi dei migranti, dei rifugiati, degli esuli, dei viaggiatori. Non sono radici del passato, sono semi del futuro portati dal vento».

Presentato il CD "Ensemble à nos amis…"

di Association Valdôtaine des Archives Sonores

La popolazione di Cogne ha riservato una calorosa accoglienza agli otto cantori de Lou Tchot di rappèleur che a Cogne sabato scorso 19 novembre 2016 hanno presentato, insieme agli autori della ricerca Mauro Balma e Carlo A. Rossi, il loro CD che propone quindici vecchi canti popolari che fanno parte del patrimonio culturale locale.

La gran parte di queste melodie sono state recuperate grazie alla salda memoria di Luciano TchiènRuffier, ottantaduenne di Gimillan che da tempo affida all’AVAS le sue testimonianze e che, in questo caso, ha voluto privilegiare il canto.
Lou Tchot ha eseguito dieci dei canti del CD, evocando negli anziani presenti tanti ricordi e stimolando i più giovani a ritrovare la voglia di cantare assieme riscoprendo antiche melodie.

Continua a leggere

A Cogne un CD di canto spontaneo

di Association Valdôtaine des Archives Sonores

Sabato 19/11/2016 h 16.30
Presentazione del Block Nota “Ensemble à nos amis…chantant des airs  nouveaux” presso la Sala Comunale di Cogne

Ensemble à nos amis… è titolo e incipit di uno dei quindici brani che compongono la raccolta.

Continua a leggere

Musica turca ottomana, ieri e oggi

Due lavori a cura di Kudsi Erguner con l’Ensemble Bîrun, per Nota Records

di Guido Festinese – Giornale della musica

Kudsi Erguner – sessantaquattrenne maestro del flauto ney, direttore d’orchestra e compositore – è stato ed è un uomo chiave e un nocchiero indispensabile per chiunque voglia affrontare un viaggio diretto nel mare magnum della musica turca, quale che sia la declinazione che volete dare al termine.

La musica turca ottomana è un oceano di suoni diversificati, in cui è sì possibile – spesso – individuare snodi, caratterizzazioni specifiche e particolarità, ma che è anche e soprattutto ciò che il macinio di secoli di incontri, scontri, influenze incrociate, scelte e chiusure hanno costruito, per una nazione situata in un luogo cruciale del pianeta per i transiti di persone e di merci.

Continua a leggere

We are not going Back!

Non so perché, ascoltando i vari pezzi, le varie voci, alcune bellissime, mi veniva da piangere. Non capivo perché e poi ho capito: perché siamo noi, è la nostra cultura ora portata attraverso loro nelle nostre strade, sui nostri tram, riconosco gli incisi musicali persino dei lippini e dei colombiani e degli ecua- doriani e dei cinesi, siamo tutti bassa cultura, cultura altra, cultura di strada, perché l’attuale cultura voluta dal governo non ci conosce e riconosce più.

(Giovanna Marini, musicista italiana)

Continua a leggere