We are not going back

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“Musiche migranti di resistenza, orgoglio e memoria” è il sottotitolo del CD di ventiquattro tracce, curato da Alessandro Portelli, edito dall’etichetta friulana nel formato libro-CD (Block-Nota) e realizzato in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio e l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi. In realtà, “We are not going back” è la terza produzione discografica del progetto “Roma Forestiera” (dal titolo di una canzone romana che nel 1949 lamentava la fine della musica dalle strade delle città, soppiantata dalla radio e dalla popular music d’oltreoceano), iniziato nel 2009, che si prefigge di indagare le musiche di quei migranti che hanno riportato la musica nelle nostre strade. Prima ci sono stati “Istaraniyeri – Musiche migranti a Roma” e “Yo Soy El Descendiente” della coppia ecuadoriana Janeth Chiliquinga e Sergio Cadena. Scrive Sandro Portelli nella presentazione del CD: «Quando parliamo di musica popolare, parliamo sempre di “radici”, come se la musica fosse obbligata a restare sempre nello steso posto. Ma dovremmo parlare di ali, e dovremmo parlare di piedi: la musica è immateriale, non conosce confini, attraversa mari e deserti, seguendo i passi dei migranti, dei rifugiati, degli esuli, dei viaggiatori. Non sono radici del passato, sono semi del futuro portati dal vento».

Presentato il CD "Ensemble à nos amis…"

di Association Valdôtaine des Archives Sonores

La popolazione di Cogne ha riservato una calorosa accoglienza agli otto cantori de Lou Tchot di rappèleur che a Cogne sabato scorso 19 novembre 2016 hanno presentato, insieme agli autori della ricerca Mauro Balma e Carlo A. Rossi, il loro CD che propone quindici vecchi canti popolari che fanno parte del patrimonio culturale locale.

La gran parte di queste melodie sono state recuperate grazie alla salda memoria di Luciano TchiènRuffier, ottantaduenne di Gimillan che da tempo affida all’AVAS le sue testimonianze e che, in questo caso, ha voluto privilegiare il canto.
Lou Tchot ha eseguito dieci dei canti del CD, evocando negli anziani presenti tanti ricordi e stimolando i più giovani a ritrovare la voglia di cantare assieme riscoprendo antiche melodie.

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A Cogne un CD di canto spontaneo

di Association Valdôtaine des Archives Sonores

Sabato 19/11/2016 h 16.30
Presentazione del Block Nota “Ensemble à nos amis…chantant des airs  nouveaux” presso la Sala Comunale di Cogne

Ensemble à nos amis… è titolo e incipit di uno dei quindici brani che compongono la raccolta.

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Musica turca ottomana, ieri e oggi

Due lavori a cura di Kudsi Erguner con l’Ensemble Bîrun, per Nota Records

di Guido Festinese – Giornale della musica

Kudsi Erguner – sessantaquattrenne maestro del flauto ney, direttore d’orchestra e compositore – è stato ed è un uomo chiave e un nocchiero indispensabile per chiunque voglia affrontare un viaggio diretto nel mare magnum della musica turca, quale che sia la declinazione che volete dare al termine.

La musica turca ottomana è un oceano di suoni diversificati, in cui è sì possibile – spesso – individuare snodi, caratterizzazioni specifiche e particolarità, ma che è anche e soprattutto ciò che il macinio di secoli di incontri, scontri, influenze incrociate, scelte e chiusure hanno costruito, per una nazione situata in un luogo cruciale del pianeta per i transiti di persone e di merci.

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We are not going Back!

Non so perché, ascoltando i vari pezzi, le varie voci, alcune bellissime, mi veniva da piangere. Non capivo perché e poi ho capito: perché siamo noi, è la nostra cultura ora portata attraverso loro nelle nostre strade, sui nostri tram, riconosco gli incisi musicali persino dei lippini e dei colombiani e degli ecua- doriani e dei cinesi, siamo tutti bassa cultura, cultura altra, cultura di strada, perché l’attuale cultura voluta dal governo non ci conosce e riconosce più.

(Giovanna Marini, musicista italiana)

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