La Grande Guerra narrata dai soldati

Il Gazzettino 02/11/2018

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Voci dai campi di prigionia

di Alessia Pilotto – Il Gazzettino 02/11/2018

Ci sono le canzoni rivolte all’amata e i saluti per la mamma, ma anche la nostalgia per la propria terra e le critiche alla guerra. I Lautarchiv di Berlino e il Phonogrammarchiv di Vienna hanno restituito un corpus emozionante di registrazioni sonore e materiali documentari dei militari italiani detenuti nel 1918, si possono sentire le parole e le melodie di 41 giovani soldati

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Giuliano D’Angiolini, Canti tradizionali della Val Nure. Il coro di Farini, Nota 2018

di Salvatore Esposito – Blogfoolk

Situato nell’area dell’Appennino Ligure nella quale si incrociano le valli appartenenti alle province di Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza, a loro volta appartenenti dal punto di vista amministrativo appartengano a quattro regioni differenti (Emilia Romagna, Lombardia, Liguria e Piemonte), il territorio delle “Quattro Province” presenta una certa omogeneità dal punto di vista culturale, soprattutto per quello che riguarda la tradizione musicale. Queste valli, infatti, conservano uno straordinario patrimonio di canti, musiche da ballo e strumenti popolari, condividono repertori, stili vocali e tecniche esecutive, ma soprattutto sono considerate l’area di elezione della musa, della piva e del piffero, quest’ultimo nel binomio con la fisarmonica.

Ensemble Bîrûn – Musica delle corti da Herat a Istanbul (Nota, 2018)

#CONSIGLIATOBLOGFOOLK
A proposito della musica classica ottomana, Kudsi Erguner sostiene: «Purtroppo, per una concezione sbagliata, una simile eredità viene detta ancor oggi ‘musica classica turca’: per me si tratta invece della musica classica di molte genti che hanno condiviso una storia comune in seno all’impero ottomano. Non è quindi una musica fatta per essere apprezzata secondo l’appartenenza nazionale ma secondo il gusto di una cultura comune, esattamente come la musica classica europea».

(a cura di) Roberto Frisano, Cantôrs di Plêf. Il canto liturgico di tradizione orale nella Pieve di Santa Maria di Gorto

Siamo in Friuli, in Carnia, tra le frazioni di Cella e Agrons, comune di Ovaro, nella val Degano, dove la chiesa di Santa Maria di Gorto è una delle più antiche pievi del territorio. L’interesse, tuttavia, non è soltanto storico, artistico e ambientale – la chiesa è ubicata in area molto bella naturalisticamente e accoglie numerose opere d’arte – perché la parrocchia è il luogo in cui si manifesta una consolidata tradizione musicale liturgica, che ci riconduce alla storia del Friuli e alle celebrate vicende del patriarcato di Aquileia. A Santa Maria di Gorto, difatti, è presente una delle quattro cantorie della montagna friulana (le altre sono Illegio, Cercivento, Rigolato), che mantengono in funzione il canto di tradizione

I rumeni siamo noi

Rumeni romani, a cura di Florina Lepadatu, Alessandro Portelli e Lavinia Stan, apre una finestra sulle musiche delle comunità rumene nel Lazio

E ti chiamaron matta

Vinile n.15

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Truòisparìs

Milano Sud di Luglio/Agosto 2018

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Powerillusi&friends

Raropiù  N° 58 di Giugno 2018

 

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